Con Il buono, il brutto, il cattivo, Sergio Leone completa la celeberrima trilogia del dollaro.
Uscito nel 1966, esso non solo rappresenta il non plus ultra del genere spaghetti-western ma resta uno dei più bei film western in assoluto nella storia del cinema.
La sequenza finale del “triello” è uno dei pezzi d’antologia che hanno reso questo film immenso: i tre protagonisti, Clint Eastwood (Biondo), Lee Van Cleef (Sentenza) e Eli Wallach (Tuco) si trovano in un ampio spiazzo circolare - una sorta di arena - al centro del cimitero di Sad Hill per dar vita allo scontro decisivo che farà da epilogo alla storia.
Questa scena è entrata a pieno titolo nella storia del cinema. Leone è artefice di un autentico capolavoro stilistico, tecnico e narrativo: la fotografia abbacinante ed i primi piani, con un indugio costante sugli occhi, confluiscono in un montaggio che diviene sempre più veloce di pari passo col crescere della tensione. La sequenza oggi è divenuta oggetto di studio, fotogramma per fotogramma, come tecnica esemplare di montaggio.
Se Il buono, il brutto, il cattivo è entrato a pieno titolo nell’empireo cinematografico lo si deve anche all’incomparabile contributo dato dalla colonna sonora firmata da Ennio Morricone. Anche la scena del triello non esce da questo paradigma e deve gran parte del suo pathos e della sua rutilante efficacia alla musica che la accompagna: ogni fotogramma si fonde perfettamente con le note che lo sottendono.
Disse Sergio Leone a proposito di questa scena:
«Volevo un cimitero che potesse evocare un antico circo. Non ne esisteva nemmeno uno. Così mi rivolsi al responsabile spagnolo degli effetti pirotecnici che si era occupato della costruzione e della distruzione del ponte. Mi prestò 250 soldati, e questi costruirono il tipo di cimitero di cui avevo bisogno, con diecimila tombe. Quegli uomini lavorarono per due giorni pieni, e fu fatto tutto. Da parte mia non si trattava di un capriccio, l'idea dell'arena era cruciale, con una morbosa strizzatina d'occhio, perché i testimoni di questo spettacolo erano tutti morti. Insistetti perché la musica esprimesse la risata dei cadaveri all'interno delle tombe. I primi tre primi piani degli attori ci presero tutta la giornata: volevo che lo spettatore avesse l'impressione di guardare un balletto. La musica diede un certo lirismo a tutte queste immagini, così la scena divenne una questione di coreografia quanto di suspence.»
«Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica, e chi scava. Tu scavi.» (Il Biondo rivolto a Tuco)
Uscito nel 1966, esso non solo rappresenta il non plus ultra del genere spaghetti-western ma resta uno dei più bei film western in assoluto nella storia del cinema.
La sequenza finale del “triello” è uno dei pezzi d’antologia che hanno reso questo film immenso: i tre protagonisti, Clint Eastwood (Biondo), Lee Van Cleef (Sentenza) e Eli Wallach (Tuco) si trovano in un ampio spiazzo circolare - una sorta di arena - al centro del cimitero di Sad Hill per dar vita allo scontro decisivo che farà da epilogo alla storia.
Questa scena è entrata a pieno titolo nella storia del cinema. Leone è artefice di un autentico capolavoro stilistico, tecnico e narrativo: la fotografia abbacinante ed i primi piani, con un indugio costante sugli occhi, confluiscono in un montaggio che diviene sempre più veloce di pari passo col crescere della tensione. La sequenza oggi è divenuta oggetto di studio, fotogramma per fotogramma, come tecnica esemplare di montaggio.
Se Il buono, il brutto, il cattivo è entrato a pieno titolo nell’empireo cinematografico lo si deve anche all’incomparabile contributo dato dalla colonna sonora firmata da Ennio Morricone. Anche la scena del triello non esce da questo paradigma e deve gran parte del suo pathos e della sua rutilante efficacia alla musica che la accompagna: ogni fotogramma si fonde perfettamente con le note che lo sottendono.
Disse Sergio Leone a proposito di questa scena:
«Volevo un cimitero che potesse evocare un antico circo. Non ne esisteva nemmeno uno. Così mi rivolsi al responsabile spagnolo degli effetti pirotecnici che si era occupato della costruzione e della distruzione del ponte. Mi prestò 250 soldati, e questi costruirono il tipo di cimitero di cui avevo bisogno, con diecimila tombe. Quegli uomini lavorarono per due giorni pieni, e fu fatto tutto. Da parte mia non si trattava di un capriccio, l'idea dell'arena era cruciale, con una morbosa strizzatina d'occhio, perché i testimoni di questo spettacolo erano tutti morti. Insistetti perché la musica esprimesse la risata dei cadaveri all'interno delle tombe. I primi tre primi piani degli attori ci presero tutta la giornata: volevo che lo spettatore avesse l'impressione di guardare un balletto. La musica diede un certo lirismo a tutte queste immagini, così la scena divenne una questione di coreografia quanto di suspence.»
«Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica, e chi scava. Tu scavi.» (Il Biondo rivolto a Tuco)






Prima di assumere le proprie funzioni, il Presidente del Consiglio e i Ministri hanno prestato giuramento secondo la formula rituale:

Nell'attesa, oltre ad incrociare le dita, vi consiglio l'