18/05/2008
Con Il buono, il brutto, il cattivo, Sergio Leone completa la celeberrima trilogia del dollaro.
Uscito nel 1966, esso non solo rappresenta il non plus ultra del genere spaghetti-western ma resta uno dei più bei film western in assoluto nella storia del cinema.
La sequenza finale del “triello” è uno dei pezzi d’antologia che hanno reso questo film immenso: i tre protagonisti, Clint Eastwood (Biondo), Lee Van Cleef (Sentenza) e Eli Wallach (Tuco) si trovano in un ampio spiazzo circolare - una sorta di arena - al centro del cimitero di Sad Hill per dar vita allo scontro decisivo che farà da epilogo alla storia.
Questa scena è entrata a pieno titolo nella storia del cinema. Leone è artefice di un autentico capolavoro stilistico, tecnico e narrativo: la fotografia abbacinante ed i primi piani, con un indugio costante sugli occhi, confluiscono in un montaggio che diviene sempre più veloce di pari passo col crescere della tensione. La sequenza oggi è divenuta oggetto di studio, fotogramma per fotogramma, come tecnica esemplare di montaggio.
Se Il buono, il brutto, il cattivo è entrato a pieno titolo nell’empireo cinematografico lo si deve anche all’incomparabile contributo dato dalla colonna sonora firmata da Ennio Morricone. Anche la scena del triello non esce da questo paradigma e deve gran parte del suo pathos e della sua rutilante efficacia alla musica che la accompagna: ogni fotogramma si fonde perfettamente con le note che lo sottendono.

Disse Sergio Leone a proposito di questa scena:

«Volevo un cimitero che potesse evocare un antico circo. Non ne esisteva nemmeno uno. Così mi rivolsi al responsabile spagnolo degli effetti pirotecnici che si era occupato della costruzione e della distruzione del ponte. Mi prestò 250 soldati, e questi costruirono il tipo di cimitero di cui avevo bisogno, con diecimila tombe. Quegli uomini lavorarono per due giorni pieni, e fu fatto tutto. Da parte mia non si trattava di un capriccio, l'idea dell'arena era cruciale, con una morbosa strizzatina d'occhio, perché i testimoni di questo spettacolo erano tutti morti. Insistetti perché la musica esprimesse la risata dei cadaveri all'interno delle tombe. I primi tre primi piani degli attori ci presero tutta la giornata: volevo che lo spettatore avesse l'impressione di guardare un balletto. La musica diede un certo lirismo a tutte queste immagini, così la scena divenne una questione di coreografia quanto di suspence.»


 

«Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica, e chi scava. Tu scavi.
» (Il Biondo rivolto a Tuco)
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09/05/2008
Prima di assumere le proprie funzioni, il Presidente del Consiglio e i Ministri hanno prestato giuramento secondo la formula rituale:

“Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.

La formula, è indicata nell'art. 1, comma 3, della legge n. 400 del 1988 e rappresenta l’espressione del dovere di fedeltà che tutti i cittadini devono avere, secondo l’art. 52 della Costituzione, nei confronti della Repubblica.

Mi chiedo: pure lui?

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29/04/2008
Roma, Palazzo Madama - Eroi moderni alla prima seduta della XVI Legislatura
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23/04/2008
Nel 1995, in occasione del cinquantesimo anniversario della Liberazione, Davide Ferrario realizzò un bel documentario dal titolo “Materiale resistente”. Concepito come un percorso musicale, questo documentario si muove attraverso una serie di canti partigiani reinterpretati da vari gruppi italiani.
Tra questi ci sono i CSI, il “Consorzio Suonatori Indipendenti”, composto – all’epoca – da Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo, Giorgio Canali, Francesco Magnelli e Ginevra di Marco.
Visto che ci avviciniamo al 25 Aprile, proprio mentre qualcuno vorrebbe che ce ne allontanassimo definitivamente, mi piace contribuire alla custodia della memoria con questo brano tratto da “Materiale Resistente”: è l’esecuzione dal vivo di "Guardali negli occhi", rielaborazione dell’immortale “Bella Ciao”. Il brano è preceduto da una breve intervista a Giovanni Lindo Ferretti.

 

Questo stesso brano, è stato successivamente inserito da Lindo Ferretti & Co. nell’Album “La terra, la guerra, una questione privata”, pubblicato nel 1998 e registrato durante il concerto dei CSI dedicato allo scrittore Beppe Fenoglio. Il concerto si tenne il 5 ottobre 1996 ad Alba, nella chiesa di San Domenico.
La colonna sonora del video che segue è la ripresa di Guardali negli occhi, pezzo che chiude questo Album fenogliano dal vivo dei CSI.
 


Buon ascolto e... buona memoria!
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21/04/2008

Domenica pomeriggio al lago.
A correre dietro mio figlio.
A raccogliere fiorellini di campo.
A guardar le nuvole riflesse sull’acqua.
A godermi il sole e il venticello d'Aprile.
A star seduti sull'erba, spalla a spalla con mia moglie.

Oggi è Lunedì e, invece, è una giornata uggiosa. In fondo, è meglio così: si torna al lavoro e niente distrazioni!
Però, ogni tanto allungo lo sguardo oltre la finestra e guardo le nuvole…
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15/04/2008
Ultim'ora ANS(i)A - Palermo
Primi provvedimenti del nuovo governo
Tra i primi provvedimenti del nuovo governo Berlusconi è previsto il cambio di nome per l'aeroporto palermitano di Punta Raisi. L'aerostazione non sarà più intitolata a Falcone e Borsellino ma a Vittorio Mangano.
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15/04/2008
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14/04/2008
No, no e poi ancora no! Altri cinque anni col giullare in blazer a capo del governo! No, pietà!!!
Lo confesso: ci avevo creduto nel miracolo. Ma, adesso, il sogno si è trasformato in incubo.
Domani rifletterò sul perché le cose sono andate così, ma oggi non ce la faccio proprio a ragionare...


http://www.repubblica.it/speciale/2008/elezioni/camera/index.html

http://www.repubblica.it/speciale/2008/elezioni/senato/index.html
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13/04/2008
Sono appena stato a votare.
Speriamo di voltare pagina.
Davvero.

Nell'attesa, oltre ad incrociare le dita, vi consiglio l'editoriale domenicale di Eugenio Scalfari.
A lunedì.
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12/04/2008
Caro Blog,
spero tu sia contento che - finalmente - dopo un paio di mesi di latitanza mi sia rifatto vivo.
Lo so, lo so: adesso ti aspetti che io cominci a sciorinare la solita serie di scuse e giustificazioni per la mia assenza. E, allora, eviterò di farlo. Ti chiedo solo di perdonare la mia incostanza e questa recente indolenza che mi ha impedito di aggiornarti come meritavi.
Con affetto,
tuo Imlaufderzeit

P.S.: E se non vorrai perdonarmi... beh, pazienza, c'è sempre il tasto "Cancella"!!! Ahr ahr ahr!!!
Paura, eh....
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